Descrizione
Nell’aprile 1945 la classe dirigente antifascista delegò alle Corti straordinarie d’assise la punizione
di coloro che aderirono alla Rsi e aiutarono l’occupante tedesco. Sui collaborazionisti venne scaricata
in maniera chiara e incontrovertibile la più ampia parte di responsabilità del disastro generale di un
Paese. Punire rapidamente e in maniera rigorosa i ‘traditori della patria’, infatti, avrebbe dovuto placare
la rabbia popolare in contesti locali ancora squassati dagli echi della guerra civile e sarebbe dovuto
servire a tracciare, nel quadro dell’impossibile epurazione di una comunità nazionale compromessa
per decenni con il regime mussoliniano, almeno un simbolico solco tra ultimo fascismo e nuovo sistema
democratico. Furono migliaia le pene detentive comminate dalle Csa, diverse centinaia le condanne
a morte emesse e svariate decine i fascisti repubblicani fucilati.
Il guardasigilli Togliatti valutò insindacabilmente le suppliche nella prima fase di attività di queste
corti. Egli dovette districarsi tra la necessità di una celere ed esemplare giustizia e pratiche di grazia da
cui emergevano processi irregolari; interventi della Chiesa a favore dei collaborazionisti; criminali crudeli
e spietati tuttavia capaci di salvare partigiani; fascisti più o meno irriducibili che chiedevano di
arruolarsi contro il Giappone per salvare la pelle. Gli Alleati, in sede di grazia, lasciarono carta bianca
a Togliatti il quale dovette tuttavia prendere atto della sostanziale ritrosia dei vari corpi armati a costituire
i plotoni di esecuzione.
Questo volume, mediante l’utilizzo di un vasto materiale documentario inedito (in particolare le pratiche
di grazia dei condannati a morte), ripercorre le vicende giudiziarie dei collaborazionisti fucilati e
di coloro che, pur sanzionati con la pena capitale, riuscirono per i più svariati motivi a scampare ai
plotoni di esecuzione.
Alfredo Villano, laureatosi a Pisa con una tesi sulle origini del Movimento Sociale Italiano, pubblica
nel 2008 L’ultima legione nera. Il movimento “Ordine Nuovo” tra tradizione e rivoluzione (1954-1973), al quale segue nel 2011 Rodolfo Graziani fascista conteso. Il difficile rapporto con il Msi, gli sfuggenti contatti con il Pci, l’evoluzione del combattentismo“nero” (1947-1962). Nel 2015 è autore di un saggio intitolato Il fascino di Pacciardi sui giovani neofascisti. Nel 2017 pubblica Da Evola
a Mao. La destra radicale dal neofascismo ai “nazimaoisti”.




